Il sonnellino pomeridiano è una pratica molto diffusa nel nostro Paese e nel resto del mondo dove assume nomi diversi in base alle sue caratteristiche. Numerose ricerche di settore relative alla siesta (nota anche come pennichella o sonnellino) hanno sottolineato come riposare per circa 20-40 minuti nel pomeriggio possa comportare alcuni vantaggi concreti sul metabolismo. Al tempo stesso, è fondamentale porre attenzione a non esagerare: dormire per un periodo di tempo eccessivo potrebbe comportare alcuni svantaggi sul benessere quotidiano.

Cos'è la siesta?

La siesta è un breve periodo di tempo durante il quale, usualmente nelle prime ore del pomeriggio, gli individui si concedono alcuni attimi riposo. Si tratta di un’usanza particolarmente diffusa nei paesi caldi nei quali le ore del “sonnellino pomeridiano” coincidono con quelle centrali e più calde della giornata. Dormire durante questo momento della giornata consente di recuperare le energie per poter affrontare la restante parte del giorno con la giusta proattività.

È opportuno ricordare come la necessità di interrompere la giornata con un riposino pomeridiano sia presente e ben diffusa in tutte le aree tropicali e subtropicali in cui il caldo e l’afa delle ore centrali del giorno riducono drasticamente la produttività degli abitanti. Ad esempio, nel Sud dell’Asia costituisce un rituale diffuso tanto da essere chiamato “btah-ghum” ossia “il riposo dopo il riso”: il nome trova giustificazione nel fatto che anche nelle scuole cinesi di Taiwan gli studenti possono riposare per i 30 minuti successivi al pranzo che avviene, usualmente, a base di riso. In Giappone, addirittura, alcuni uffici ancora oggi hanno le stanze appositamente arredate per garantire agli impiegati la possibilità di riposare dopo pranzo.

Perché si ha sonno dopo pranzo?

Assistere ad una riduzione della produttività dopo pranzo è frequente, ma in certe circostanze questa tendenza può essere acuita. La sensazione di sonnolenza postprandiale può dipendere da numerosi fattori tra cui:

  • Tipologia di alimenti consumati: è opinione diffusa che la sensazione di sonnolenza dopo pranzo si presenti in maniera più accentuata dopo un abbondante pasto a base di carboidrati. Questo fenomeno sembra trovare spiegazione nel fatto che l’attività digestiva dei carboidrati richieda un maggiore consumo di ossigeno all’apparato digerente.
  • Temperatura esterna: il corpo umano reagisce in maniera differente alle temperature elevate attivando meccanismi difensivi che hanno lo scopo di mantenere la temperatura interna costante e su livelli adeguati. In questo senso, la sensazione di sonnolenza dopo pranzo non deve essere messa in relazione al pasto consumato, ma all’orario nel quale avviene: infatti, soprattutto in Europa, si ha l’abitudine a pranzare intorno alle ore centrali della giornata che corrispondono, durante i mesi estivi, a quelli in cui le temperature possono raggiungere le punte più elevate.
  • Abitudini: dedicarsi un momento di relax dopo pranzo può anche semplicemente essere un’abitudine. Infatti, alcune categorie di lavoratori hanno la possibilità di godersi il sonnellino postprandiale in vista, eventualmente, di un lavoro notturno.

I benefici del pisolino pomeridiano

Un recente studio condotto dall’American College of Cardiology ha analizzato un campione di 300.000 persone in tutto il mondo mettendo in relazione la lunghezza dei riposini pomeridiani e lo stato di salute degli individui stessi. Dalla ricerca sono emersi alcuni importanti vantaggi del pisolino pomeridiano che si verificano a condizione che duri meno di 40 minuti. I vantaggi possono essere riscontrati negli ambiti che seguono:

  • Riduzione dello stress: coloro che si dedicano un riposino di circa 30 minuti riescono a ridurre la pressione lavorativa interrompendo la catena di stress che si può essere innescata durante la mattinata.
  • Miglioramento della concentrazione: chi riesce a fare un pisolino si risveglia pieno di energie e con una rinnovata capacità di focalizzarsi sullo studio e sulle attività lavorative.
  • Aumento dell’attenzione: riuscire a ritagliarsi 20 minuti almeno per riposarsi costituisce un investimento straordinario per il cervello che, al termine del riposino, è notevolmente più ricettivo.
  • Aiuta la memoria: durante il pisolino pomeridiano alcune aree del cervello coinvolte nell’acquisizione dei ricordi vengono riattivate, rafforzando le connessioni neuronali che sono alla base della memoria. In questo senso una ricerca della Saarland University in Germania dichiara che- su 41 partecipanti - i soggetti che avevano fatto la siesta erano 5 volte più capaci di ricordare coppie di parole imparate a caso.
  • Mette di buon umore: la mancanza di sonno può provocare degli squilibri ormonali che accrescono la sensazione di irritabilità e stanchezza; al contrario, il riposino può ristabilire la normale funzione neuroendocrina.

È possibile affermare, quindi, che concedersi un pisolino pomeridiano di circa 20 minuti o 30 minuti consenta di godere di importanti benefici tra cui il miglioramento della qualità del resto della giornata. A questo proposito è opportuno ricordare che uno studio condotta dalla NASA su piloti militari e astronauti ha messo in rilievo come 40 minuti di siesta possano migliorare del 34% le prestazioni dei soggetti e - addirittura - il 100% della prontezza dei riflessi.

Gli svantaggi della pennichella dopo pranzo

Nel caso in cui il sonnellino pomeridiano duri più del tempo consigliato è possibile incorrere in alcuni effetti controproducenti, tra cui la difficoltà nel prendere sonno la sera. Chi dorme molto tempo durante la giornata può avere serie difficoltà durante la fase di addormentamento la sera. Proprio per questo gli esperti suggeriscono di non riposare più di 20/30 minuti durante la giornata.

Curiosità: perché il pisolino pomeridiano si chiama siesta?

Il termine stesso deriva dal latino - sesta hora - e identifica la sesta ora della giornata che, presso gli antichi romani, coincideva con mezzogiorno. Nonostante l’origine latina del termine, la siesta identifica il riposo diurno che è tradizionale della Spagna e che da li, grazie all’influenza imperiale spagnola, si è diffusa anche nei paesi dell’America latina. Nonostante questo, la pratica del sonno post-prandiale è diffusa anche in Cina, India, Grecia, Croazia e Medio Oriente.