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«Un tempo dormivo come un bambino. Col passare del tempo, ho l’impressione di dormire sempre meno… Perché?»
Novanight fa luce sulla questione sonno ed età: invecchiare ha un impatto sulla nostra capacità di dormire fino a tardi?

Un invecchiamento fisiologico del sonno  

Lo ripetiamo spesso: il sonno è un meccanismo complesso. Tra gli elementi che hanno un ruolo specifico sul sonno, troviamo la melatonina, altresì nota come l’ormone del sonno. Prodotta naturalmente dal nostro organismo durante la notte, permette una regolazione migliore dei ritmi del sonno e favorisce la sonnolenza. La secrezione di melatonina tende a diminuire con l’avanzare dell’età1.

«La durata del sonno notturno diminuisce col passare degli anni», così afferma l’Istituto francese per la Prevenzione e l’Educazione alla Salute (INPES) in uno studio pubblicato nel Marzo 20072.

La durata del sonno notturno diminuisce con l'età

La passione per la siesta 

È giusto pensare che le persone di età avanzata dormano meno dei giovani? Non necessariamente. Sempre secondo lo stesso studio dell’INPES2, un altro fattore entra in gioco: il sonno diurno. «Il sonno che prima era monofasico (un solo periodo di sonno lungo l’arco delle ventiquattro ore) per il giovane adulto tende a diventare polifasico (più periodi di sonno lungo l’arco delle ventiquattro ore) per la persona di età avanzata» precisa l’Istituto, prima di aggiungere2: «Notiamo quindi una grande facilità all’addormentamento diurno che non va confusa con una sonnolenza eccessiva. Quest’impressione è rinforzata da una diminuzione del contrasto tra la veglia e il sonno, con una diminuzione dell’ampiezza dei ritmi biologici (temperatura, ormoni, melatonina, ecc.).»

1 - Journal of Neural Transmission. Supplementum [01 Jan 1986, 21:183-197]
2 - http://inpes.santepubliquefrance.fr/SLH/pdf/sante-homme-388.pdf