DOMANDE FREQUENTI

Il sonno ha un ruolo fondamentale per la salute fisica e mentale. È cruciale per gestire varie funzioni del nostro organismo come l’umore, il recupero fisico e mentale. Un buon sonno è anche fondamentale per la memoria, l’apprendimento e la capacità di affrontare lo stress di ogni giorno.
 
Il ritmo circadiano è caratterizzato da un periodo di circa 24 ore. Il termine “circadiano” deriva dal latino “circa diem” che significa “intorno al giorno”. Il ritmo circadiano può, ad esempio, regolare attività come il ritmo sonno-veglia, sincronizzato dall’alternanza di luce ed oscurità che ci induce a dormire quando è buio e a stare svegli quando c’è luce. Il buio infatti, stimola la secrezione di melatonina, l’ormone che segnala all’organismo che è il momento di dormire; la luce, invece, la inibisce.
Il sonno si divide nella fase Non Rem o Nrem, a sua volta costituita da 4 stadi, e nella fase Rem. I 4 stadi che costituiscono la fase Nrem sono: addormentamento, sonno leggero, sonno profondo e sonno profondo effettivo. La fase Rem è invece caratterizzata da un’attività cerebrale frenetica ed è anche il momento in cui è più frequente ricordare ciò che si sogna.
Il numero delle ore di sonno varia a seconda dell’età: dalle 14-17 ore al giorno dei neonati fino a 3 mesi, alle 7-8 ore negli adulti. In generale, per la maggior parte delle persone è sufficiente dormire dalle 7 alle 8 ore a notte, poi ci sono anche i “dormitori lunghi” che necessitano di 10 ore e i “dormitori corti” per cui sono sufficienti 5 o 6 ore di sonno a notte.
Le possibili cause dei problemi legati al sonno sono diverse. Tuttavia, le principali cause rilevate possono essere riconducibili a fattori psicologici, come lo stress; fisiologici, come una dieta non equilibrata, un’elevata attività fisica la sera, l’assunzione di bevande eccitanti o l’esposizione alla luce blu degli schermi fino a tarda notte. Infine, la difficoltà a dormire può essere legata anche a cause ambientali, come il rumore, la luce o la temperatura della stanza in cui dormiamo. Una volta capito cosa disturba il nostro sonno sarà più facile correggere questa abitudine e adottare il comportamento più corretto per favorire il tuo sonno.
Il Jet lag, o discronia circadiana, è appunto un disturbo del ritmo circadiano, che si verifica nel momento in cui l’orologio biologico del corpo perde la sincronia con l’orario ed il ciclo luce/buio sui quali è regolato. Questo fenomeno è particolarmente comune quando si viaggia con l’aereo attraverso fusi orari diversi.
Si può dormire il pomeriggio, soprattutto se ci si sente stanchi e si sente la necessità di rigenerarsi. Il pisolino però non dovrebbe durare più di 30 minuti. Infatti, se si dorme di più si rischia di incorrere nell’inerzia del sonno e di rimanere quindi troppo intontiti. Inoltre, il momento perfetto per appisolarsi è subito dopo pranzo in quanto la propensione al riposo è maggiore. Addormentarsi a pomeriggio inoltrato potrebbe invece indebolire il sonno notturno.
La siesta è un breve periodo di riposo fatto nel primo pomeriggio. Questo momento di sonno pomeridiano è una tradizione comune ai paesi appartenenti alle fasce climatiche calde, è il riposo diurno tradizionale della Spagna e a seguito dell’influenza imperiale spagnola anche di molti paesi latinoamericani. La parola siesta deriva dal latino (hora) sexta che significa “la sesta ora del giorno” e che per i romani corrisponde circa al mezzogiorno.
ASMR è l’acronimo di Autonomous Sensory Meridian Response. Questo significa che il cervello reagisce automaticamente a una serie di stimoli/flussi di energia, con una risposata sensoriale autonoma, ad esempio con sensazioni piacevoli, brividi, formicolii legati all’ascolto di una serie di suoni della più varia natura: dalla carta accartocciata al ticchettio dell’unghia su una superficie dura, dallo spazzolamento dei capelli al sussurro. Queste sensazioni facilitano uno stato di rilassamento mentale.
Il rumore bianco è un suono di ampiezza costante in tutta la sua gamma di frequenze udibili, ovvero la somma di tutti i suoni, per questo motivo come il colore bianco – rappresentato dalla somma di tutti gli altri colori – questi suoni vengono definiti white sound. Il rumore bianco va quindi ad “annullare” tutti gli altri suoni, mascherandoli e permettendo al cervello di ignorarli. I rumori bianchi più conosciuti sono il rumore della pioggia, del phon acceso, delle onde del mare.
Se si dorme in posizione supina è consigliabile utilizzare un cuscino basso per la testa e di provare a dormire con un secondo cuscino sotto le ginocchia per rilassare maggiormente la colonna vertebrale e mantenere una naturale curva della schiena.
Se si dorme in posizione prona è consigliabile mettere un cuscino sotto la pancia e l’inguine per favorire un allineamento della curva vertebrale e diminuire il rischio di mal di schiena/mal di collo al risveglio.
Se si dorme in posizione fetale il consiglio è quello di utilizzare un cuscino alto per portare il naso in linea con lo sterno e la testa in linea con il corpo.
La posizione supina è la migliore da assumere per il benessere della colonna vertebrale, evitando tensioni al tratto cervicale.
La posizione prona è la posizione meno favorevole per il benessere del nostro corpo e soprattutto della nostra schiena. Questa posizione infatti comporta una compressione dello sterno che spesso provoca russamento. Inoltre, dormire proni a pancia in giù costringe a girare la testa poggiandola sul cuscino in posizione non naturale e creando tensione nel tratto cervicale.
La posizione fetale, anche se non consigliabile come la posizione supina, può essere d’aiuto per dormire bene in diverse circostanze.